Tutto è nato nel 2010 quando al burattinaio catalano Toni Rumbau viene in mente di scrivere il libro “Rutas de Polichinela, Títeres y Ciudades de Europa”, attraverso il quale egli descrive le città europee dove Pulcinella, partendo da Napoli, ha lasciato un segno tangibile e i luoghi in cui è stato adottato un burattino ad esso ispirato e dai nomi diversificati: Punch, Polichinelle, Kasper, Dom Roberto, Don Cristóbal … . Quella del libro è stata l’idea cardine che ha permesso di ipotizzare la realizzazione di una grande esposizione costituita da circa centoventi personaggi provenienti da tutta Europa e parte dell’Asia.

Rotas de Polichinelo
Robertos de Manuel Rosado.

Rotas de Polichinelo

L’esposizione è stata inaugurata al museo TOPIC di Tolosa (Spagna) nel novembre 2013 e si è protratta fino a marzo di quest’anno. In seguito, questa ricca collezione si è spostata in Portogallo, dove il nuovo allestimento è stato inaugurato venerdì 3 luglio scorso, presso il “Museo da Marioneta” di Lisbona e sarà visitabile fino al mese di settembre 2014.
Rotas de Polichinelo
Giopino..

Notevole è la presenza di burattini italiani: il personaggio di punta è una riproduzione di Pulcinella, donato per l’occasione da Bruno Leone al museo spagnolo. Tra i burattini dell’Italia settentrionale presenti, imparentati con Pulcinella perché come la maschera partenopea appartengono al genere degli zanni, ci sono Arlecchino, Brighella e altri caratteri della Commedia dell’Arte nonché personaggi sorti in epoca risorgimentale, tra cui Gioppino, Fagiolino e la figura contemporanea Pirù, creata dal burattinaio varesino Walter Broggini.

Rotas de Polichinelo
Pantalone.

Per la qualificazione della mostra, sono importanti queste presenze dell’Italia settentrionale proprio perché esprimono la varietà di personaggi che caratterizza il nostro Paese. A differenza di altre realtà in cui l’eroe dalla testa di legno è uno soltanto, dalle nostre parti invece ogni regione esprime un proprio burattino, dalle peculiari fattezze e carattere. Il territorio bergamasco esprime tre distinti personaggi; due sono con la maschera: Arlecchino (nato in Val Brembana) e di Brighella (nato nella parte alta della città di Bergamo) e il terzo è l’ottocentesco Gioppino, dotato di tre vistosi gozzi sotto il mento e nato nel paese di Zanica.

Rotas de Polichinelo
Diàvolo de Varese.

Tra le due esposizioni iberiche, i burattini selezionati da Bruno Ghislandi, organizzatore e regista bergamasco, e provenienti dal nord Italia sono stati complessivamente ventotto e sono appartenuti ai burattinai Benedetto Ravasio, Bigio Milesi, Romano Danielli, Walter Broggini, Luigi Cristini, Giorgio Unterveger, Domenico Baldi e Mario Perozzi. Si ringraziano i prestatori Fondazione Benedetto Ravasio, Famiglia di Bigio Milesi, Famiglia di Luigi Cristini, Romano Danielli, Walter Broggini e l’associazione Peppino Sarina che gentilmente hanno messo a disposizione il materiale appartenente alla proprie collezioni.

Bruno Ghislandi

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